L’Ulivo e il vendicativo Prodi, alias Xylella fastidiosa

Il terzo della serie cui si vorrebbe anche volere un po’ di bene
17 APR 15
Ultimo aggiornamento: 01:04 | 13 AGO 20
Immagine di L’Ulivo e il vendicativo Prodi, alias Xylella fastidiosa
Il terzo della serie cui si vorrebbe anche volere un po’ di bene, qui a fasi intermittenti non è che gli si sia proprio voluto bene, al limite rispetto e cortesia, ma davvero non è facile volergli bene, insomma non è una pasta d’uomo, è Romano Prodi. Altra sinistra, a chiamarla un po’ genericamente, sinistra. La sinistra nella sua fase ulivista, che comunque è stata un bel ceppo, resistente e interessante nonostante i fastidiosi cespugli, della botanica politica. Romano Prodi s’è fatto fama negli anni, ormai lunghi anni, di uomo spigoloso e vendicativo ben diversamente dalla bonaria immagine da curato roncalliano di cui s’è fatto maschera e corazza. Ieri molto si parlava del suo nuovo libro, “Missione incompiuta”, una “intervista su politica e democrazia” (sottotitolo) con l’inzigoso Marco Damilano. Sottotitolo, potevano anche mettere: “Cattivissimo me”, che il Prof. qualcosa del cartone animato pure ce l’ha. E’ un meraviglioso distillato di veleni, vendette, stilettate e punture. Ruini? “Lo conosco fin da quando sarebbe stato certamente d’accordo sull’espressione ‘cattolico adulto’”. Maradona? Ancora gli rinfaccia una mancata turnée pro Iri in Cina. Craxi? Fu lui a coniare “Mortadella”. Renzi? “Questo paese è scalabile, ma la scala la devono fornire gli elettori”. Dimenticavamo: i franchi tiratori furono 120. Ergo, in giro ci sono ancora 19 stronzi non identificati. State accuorti. Altro che ulivo, la Xylella fastidiosa era un fiorellino, al confronto.